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Titolo titoloso e autunnale...

Ed eccomi di nuovo qui, malaticcia e stanca.
Ebbene sì, come al solito la mezza stagione non manca di colpire un po' dove capita, alla cieca... A volte penso che ci sono periodi in cui il destino si diletta ad accanirsi contro uno specifico campo piuttosto che un altro, e questa volta è toccato alla salute.
Niente di grave, ovvio, ma quando prima arriva la bronchite, che non accenna a passare dopo due settimane di medicinali, poi un'infiammazione muscolare, quello che non vorresti davvero è un possibile virus intestinale.
Dico possibile perché non è stato ancora confermato o smentito, ma se i crampi e la difficoltà a mangiare qualcosa di diverso dal té con le fette biscottate è un segnale, be', direi che sono in ottime condizioni.
Lato positivo di quest'autunno? Una nuova fanartina Blaville tutta per voi (o per me, fa uguale! XD)


Titolo: A very happy memory for your patronus
Pairing: Blaise/Neville
Prompt: 040 – Conjure
Media used: pastelli acquarellabili, carboncino.
Note: -non so che dire... a parte che di tanto in tanto mi prende all'improvviso l'istinto di disegnare e qualcosa di decente viene fuori in quattro e quattr'otto...


How to conjure a PatronusCollapse )




QUESTE IMMAGINI E LE ALTRE DA ME DISEGNATE SONO DI MIA PROPRIETA', PERTANTO SI PREGA GENTILMENTE DI NON POSTARLE ALTROVE SENZA IL MIO ESPLICITO PERMESSO!

This artwork is my property: please do not use it, in whole or in part, without my explicit consent

Ritornando all'ovile...

Il ritorno del figliol prodigo. Dopo mesi di assenza son di nuovo qui a far rivivere questo blog dimenticato da Merlino… Come vedete sono coscienzioserrima e faccio in modo di seguire pedissequamente le regole per rendere il blog non di successo. Fortuna vuole che sia più semplice di quanto non si pensi: basta lasciarsi inghiottire dalla Real Life, masticare e risputare come un boccone amaro qualsiasi.

Sono di nuovo qui, dunque, con una fanartina di regalo per il compleanno di nykyo.

TANTI AUGURI TESORO!

In due versioni, una normale e una con cielo acquarellato, perché se non sperimento non sto bene. >.<
Finalmente mi sento produttiva, almeno un poco, quindi ne approfittiamo. See you soon, si spera! ;)

Derek HaleCollapse )



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P.S, In ritardo, ma finalmente ho tumblr anch'io, Non sono in grado ancora di giostrarmici con facilità e non ho capito come dovrei fare per condividere i post, ma dicono che chi va piano...
Sicuro arriva tardi, ma tant'è, ce ne faremo una ragione.
Trovatemi pure qui quando volete!

Tempo di fanart o fanart a tempo?

Prima fanart Blaville 2015: cominciamo anche quest’anno in pompa magna, augurandoci che una volta tanto sia davvero un buon inizio che anticipa una buona annata e non solo il buon preludio di una scintilla destinata a spegnersi a breve.
Come in passato, tra i propositi per i mesi che verranno c’è il riuscire a procedere con il minimo sindacale di celerità con la mia tavola hp_art100 che pur se iniziata 7 anni fa, non ha avuto ancora la fortuna di vedermi raggiungere la metà.
Non che gli altri che si sono imbarcati in questa sfida se la passino meglio, visto che sono almeno un paio d’anni buoni che sono l’unica ad aggiornare la community e con le mie 45 (compresa questa) fanart su 100 sono quella che ne ha fatte di più, ma è una ben magra consolazione. Il dato di fatto è che non riesco a non restare sorpredsa dalla mia stessa lentezza e chiedermi come facciano certe fanartist.
Ovvio, io raggiungo picchi stremi, perché ci sono mesi e mesi e mesi in cui non faccio quasi nulla e altri in cui invece va decisamente meglio, ma anche nei momenti più prolifici la mia produzione è comunque limitata e, in qualche modo, ho sempre pensato che fosse naturale: per disegnare ci vuole tempo.
Innanzi tutto bisogna trovare l’idea giusta, poi abbozzi questa idea, e il bozzetto può funzionare ma anche non andar bene (ci sono “regole” che rendono un disegno adeguato o meno, a volte non funziona la prospettiva, o il disegno è sbilanciato, non si capisce, non si riesce a far venir bene i personaggi… l’errore è sempre dietro l’angolo!); una volta deciso si fanno i manichini con la bella matitina azzurra perché, a meno che non si tratti di un personaggio impalato stile vecchi videogiochi bisogna studiare la posa e tutti i muscoli per evitare di disegnare nani o mostri o esseri con arti staccati dal corpo (e vi assicuro che capita anche troppo spesso, pur facendo i manichini) poi andare a segnare le linne principali con la matita, tirando fuori il disegno, quindi lo si deve “lucidare”, ovvero ricalcarlo su un foglio nuovo. A questo punto si aggiungono dettagli e sfondi, si inchiostra il tutto e si colora.
Ecco qui: finalmente il disegno è completo, e se ne sono andate almeno un paio di giornate buone, considerando che si è fatto solo quello e ci si sono concesse pause giusto per mangiare, dormire e andare in bagno; se poi si ha una vita, un lavoro, la spesa da fare, altro eventuale shopping, un minimo sindacale di vita sociale, è inevitabile metterci di più.
Questo accade alle persone normali come me: a fianco a noi esistono però esseri bionici che hanno la capacità di sfornare disegni a tempo di record, manco fossero macchinette fotocopiatrici.
Da quanto ho potuto notare, questi esseri mitologici popolano il fandom di Glee (o almeno, questo è l’unico fandom che frequento in cui l’ho notato, ma non essendo il tipo che si divide tra mille interessi potrei facilmente sbagliarmi e questa potrebbe anche essere la norma… Se è così non so se voglio saperlo: forse preferisco restare nell’ignoranza, o la mia autostima crollerà ancora un po’): le puntate non facevano in tempo a concludersi e già per il web era possibile trovare disegni, vignette, varie ed eventuali ad esse ispirate. Ora mi domando, com’è possibile? Ma quando lo fanno? E quante braccia hanno? Posseggono delle giratempo?
Non capisco.
Va bene la famosa regola che per attirare un seguito è necessario essere produttivi, ma qui non si tratta di scrivere prima, di avvantaggiarsi: non puoi avvantaggiarti su qualcosa che non hai ancora visto! Allora, come cappero fanno? Lo so, mi sto ripetendo, ma questa domanda mi affligge davvero. COME FANNO?!?!?!?!?!
Anche non dovessero mai cestinare un disegno, cosa che invece io mi ritrovo costretta a fare anche troppo spesso, c’è bisogno di tempo!
Va bene, inutile stare ad angustiarsi. Intanto divertiamoci con una fanart scema che più scema non si può, nemmeno col candeggio.Tutta per voi! ^_^

Titolo:  Do you trust me?
Pairing: Blaise/Neville
Prompt: 080 – Trust
Media used: pastelli.
Note: Un’idea così cretina non poteva non avere seguito! Ci sono tanti e tali giochi di parole in questa scemenza che non posso che deliziarmi della mia idiozia. Mediamente soddisfatta: nonostante tutti gli accorgimenti ci sono alcuni errorini che avrei preferito evitare, ma se penso all'altra fanart sul volo che ho fatto questa è davvero una perla! XD


Do you trust me?Collapse )

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Happy Natale

Orbene, eccoci di nuovo qui, un nuovo anno sta volgendo al termine, questa giornata sta volgendo al termine... Insomma, il tempo passa e bla bla bla, il Natale mi deprime e allegria! XD
Ad ogni modo, anche il Natale ha i suoi lati positivi: innanzi tutto il riposo lavorativo, poi la giornata dedicata a disegnare e la fanart Blaville natalizia.
Quest'anno volevo "vederci doppio", perché avevo una fanart ispirata a "Scuoti il mio mondo" iniziata già lo scorso anno e volevo completarla per aggiungerla alla solita Blaville tradizionale, ma come si sa i miei piani vanno sempre a farsi benedire quindi non son riuscita completarla: la vedrete nei giorni a venire. Per oggi dovremo accontentarci.
Intanto vi auguro un FELICE NATALE, anche se in ritardo.
Non mangiate troppo.


Titolo: Coccole sotto l'albero
Pairing: Blaise/Neville
Media used: pennarelli a inchiostro, pastelli acquerellabili
Note: La posa è ispirata a un breve fumettino sterek di slashpalosa, autrice che mi piace moltissimo, con le dovute variazioni, perché ognuno deve metterci del suo, com'è giusto che sia.

Coccole sotto l'alberoCollapse )

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Sottotitolo: come innamorarsi di un personaggio immaginario e accorgersene solo quando è troppo tardi.

Post semiserio nel quale voglio parlare random delle mie vicissitudini da fangirl o pseudotale.
Eccomi qui, a postare finalmente quanto scritto secoli fa. Non riesco davvero a comprendere come sia possibile: inizio le cose e il tempo che mi passa tra le dita come fosse aria, poi mi rendo conto all’improvviso che son trascorsi mesi, anni, e ancora devo portare qualcosa a compimento.
Talvolta le sensazioni cambiano e abbandono un post per strada, consapevole che non mi corrisponde più; altre volte, come questa, non è cambiato nulla, quindi eccomi qui a pubblicare questo piccolo (?) rant che è nato spontaneamente almeno un annetto fa se non di più.
In origine avevo deciso di mettere tutto sotto cut, perché questo post contiene spoiler su “Spartacus” in generale e qualcosina sulla prima decina di puntate “Games of Thrones”, ma dato che dubito fortemente che ci sia qualcuno che possa arrivare dopo di me penso che sia uno scrupolo inutile. La scelta se leggere o no, a questo punto, dipende soltanto dal fatto che possiate avere voglia o meno di farvi quattro risate alle mie spalle e di godervi una spontanea dichiarazione d’amore di una fangirl scema a un personaggio di fantasia.
Perché questo è il fatto: sono innamorata di Agron

Premessa del tutto inutile, forse, ma voglio iniziare specificando che non sono certo il tipo dal “fandom facile”: nonostante la grande quantità telefilm, anime, film che ho visto e vedo a tutt’oggi, i libri letti etc, pare che non riesca a farmi coinvolgere a sufficienza da poter dire: “Oh, quanto mi piace questa serie! Voglio comunicarlo al mondo intero!”, cosa che invece vedo – con una punta d’invidia, lo ammetto – risultare molto più facile alla mia f-list.
Forse in parte è un problema legato alla vecchiaia, perché nella mia vita ho visto tanto, tutto e troppo e adesso trovare spunti originali (o anche non originali, chi se ne frega, basta che sappiano essere un minimo accattivanti, mi accontento) è difficile: fatto sta che è da tempo che non riesco ad appassionarmi a… qualcosa (come definire con un’unica parola tutto ciò che può dar vita a un fandom?)… nel vero e proprio senso del termine, o almeno non dopo “Harry Potter”; “Glee” in tutto questo fa eccezione, perché più che al telefilm sono appassionata a Darren e se lui dovesse per qualsivoglia motivo andarsene l’abbandonerei senza il minimo rimpianto. (Tra l’altro, se gli spoiler sono veri, è addirittura probabile che questa ultima season riesca a schifarmi così tanto da costringermi ad attendere con pazienza che Darren faccia qualcos’altro.)
Naturalmente questo stato di cose mi dispiace un po’, perché pur essendo un tipo costante e capace di portare avanti un interesse non dico vita natural durante ma quasi, a un certo punto è inevitabile sentire il desiderio di qualcosa di diverso, di nuovi stimoli.
La parte peggiore è vedere intorno a me picchi di entusiasmo per questo o quel fandom, mentre io annego in un mare di noia. È frustrante al di là di ogni dire.
In questo totale piattume/ricerca di novità mi è capitata la peggiore delle disavventure.
Una sera, mentre ero a casa di un amico, in tv è andata in onda una puntata di “Games of Thrones”. Il nome della serie non mi era affatto nuovo, anche perché sia il mio amico che altre persone me ne avevano parlato in termini entusiastici, ma non avevo ancora trovato il tempo né la voglia di vederlo.
Ebbene, durante la puntata sono stata colpita da Drogo. Innanzi tutto, per la prestanza fisica: si sa, l’occhio vuole la sua parte e l’attore quella parte ce l’ha tutta. Poi il personaggio sembrava proprio nelle mie corde: un uomo alfa di quelli che non hanno paura di nulla, molto “ci penso io donna” (che mi fa sempre morire, lo ammetto… in fondo, ma molto in fondo, ho anch’io un animo da principessa da salvare) che dietro la pellaccia dura nasconde un cuore tenero.
Lui e Daenerys erano deliziosi, e quando il mio amico – che seguiva già la serie – ha accennato al fatto che la relazione tra due personaggi non aveva avuto vita facile all’inizio, che il loro rapporto non era sempre stato rose e fiori, ma avevano dovuto lavorare per trasformare un matrimonio di convenienza in uno d’amore, be’, ho capito subito che questa storia faceva al caso mio.
Approfittando del fatto che il giorno dopo sarebbe stato sabato mi sono gettata a capofitto nella visione delle prime puntate della serie, già pregustando le infinite possibilità che mi si paravano di fronte, cercando fanart e progettandone alcune…
Poi, a tradimento, ecco la mazzata: DROGO MUORE!
NO!
Ma porca di quella porcaccia zozza, perché?!?!?!?!
Risultato? Mi sono aggirata tutto il giorno per casa con l’aria di uno zombie mugolando: “No, non è possibile, non ci credo.” Mugolavo proprio, una scena pietosa!
Storia dell’OTP più breve della mia vita… e dire che di solito i miei sono pressoché eterni!!! XDD
Inutile dire che dopo questa immane delusione ho deciso di mandare tutto a quel paese e di dedicarmi alla visione di qualcosa che ero certa – illusa! – non mi avrebbe creato problemi: “Spartacus”.
Il mio primo incontro con questo telefilm, qualche tempo (anni?) prima, non era certo stato dei migliori: troppo sesso e troppe scene sanguinolente alla Tarantino che di primo acchito mi erano parse del tutto gratuite, e anche se non schifo del tutto il genere (amo “Kill Bill”, “Sin City”, “300” e compagnia bella, ma una cosa è vedere un film, un’altra è trovarsi davanti un’intera serie in cui ci sono solo gemiti e budella, che non sono precisamente la mia prima scelta) mi era parso eccessivo; oltretutto, il fatto che stessi cercando di vederlo su Cielo, con le inevitabili censure e la programmazione – spesso in orari impensati – che come sempre manca di un minimo sindacale di costanza, mi aveva scazzato nel giro di poco e avevo abbandonato il tutto.
Inoltre, una serie dove morivano indiscriminatamente tutti non era nelle mie corde, anche se paradossalmente è stato proprio questo fatto a spingermi a darle una seconda possibilità: dopo la delusione per la morte di Drogo non avevo alcun desiderio di affezionarmi a qualche personaggio per poi ricevere una brutta delusione, e dato che sapevo già quale sarebbe stato il destino dei personaggi (si fa per dire, non che avessi cercato spoiler ma le premesse erano quelle che erano) non mi sarei affezionata a nessuno. Bella scema!
È andato tutto bene fino a che non sono incappata in Agron: dire che è stato amore a prima vista è riduttivo, anche perché andando avanti stagione dopo stagione e scoprendolo piano piano non ho potuto fare altro che amarlo sempre di più.
Innanzi tutto Daniel Feuerriegel è un figo da paura, con tutti quei muscoli (è TANTA ROBA!!!), gli occhi verdi, le fossette (Oh.Porco.Merlino le fossette! *Lizzie sospira*), quel sorriso un po’ particolare… Certo, non è l’unico figaccione della serie e di fisicacci se ne sono visti passare abbastanza, in primis quello del compianto Andy Whitfield (mi spiace per l’attore che ha avuto la parte dopo di lui, è carino ma le sue doti recitative decisamente non sono all’altezza del suo predecessore, ha una voce che più nasale non si può nemmeno a fingerla e con quelle gambe a X è antistupro), ma Dan/Agron ha qualcosa che mi fa scattare l’ormone come nessun altro in questo telefilm.
Poi, adoro Agron perché è Agron: sarcastico, spaccone, violento e aggressivo, pronto a mordere prima ancora di abbaiare, ma allo stesso tempo dotato un lato tenero e protettivo che mi fa sciogliere ogni volta che viene fuori, cosa che non capita così di rado come ci si potrebbe aspettare, perché in fondo è un tenerone.
È estremo in tutto: nella violenza sfogata sui cadaveri inermi dei guerrieri romani dopo la morte di suo fratello Duro, come se farsi quasi la doccia con il loro sangue sia un modo per lavare via il dolore; nella fedeltà a Spartacus e ai suoi ideali, che lo porta a fare anche ciò che non vorrebbe, come difendere i romani catturati dalla rabbia dei ribelli nonostante lui fosse il primo a voler vedere scorrere il loro sangue; negli affetti.
Ebbene sì, perché nonostante a prima vista possa apparire come un burbero rompipalle sempre in cerca della scusa per menare le mani, un contestatore nato, sempre diffidente e pure sputasentenze, cosa che anche Spartacus non manca di sottolineare:

Agron: I do not lay trust in that little shit.
Spartacus: You do not lay trust in anyone.

e in parte pure a ragione, perché è ovvio che sia prevenuto nei confronti dei Galli, dei Romani e degli sconosciuti in genere, è l’unico tra i ‘generali’ a mostrare un vero desiderio di cameratismo e a mettere tutto se stesso nei rapporti.
Non lo fa Crixus, a cui bastano Naevia e la gloria in battaglia; non lo fa Gannicus, che si giostra tra l’intorpidimento etilico e il brivido regalato dal sesso e dal combattimento; non lo fa nemmeno Spartacus, almeno non dopo la morte di Varro, perché per lui contano “tutti e nessuno”: cerca di salvare più persone che può perché è giusto e prova stima per i suoi generali, ma non ci sono legami veri e propri, solo un obbiettivo da raggiungere con ogni mezzo o quasi.
Agron è l’unico che sembra cercare altri legami, anzi, ad averne bisogno, nonostante la sua aria da “duro e puro”: tutta la fase della liberazione degli schiavi germanici, l’insistenza per convincere Spartacus – “We need fighting man” – tacendo la possibilità di liberare schiavi galli e l’andare a caccia con loro senza aspettare Spartacus appaiono all’inizio come un tentativo di formare un esercito ‘personale’ che gli fosse fedele, mettendo in dubbio la leadership di Spartacus, e invece alla base di tutto c’è solo la speranza di stabilire un vero rapporto, quello che gli è venuto meno alla morte di Duro: perché sono la sua gente, sono come lui e ci si trova bene, per alcuni versi meglio che con quei compagni di gladio con cui ha iniziato la sua avventura. Parliamoci chiaro, lui non è Crixus, sta bene dove sta, il suo ruolo gli piace così com’è e non ha bisogno d’altro.
Già solo per questo non può fare a meno di farmi una tenerezza infinita, ma a darmi il colpo di grazia c’è il suo rapporto con Nasir, e al riguardo ci tengo a specificare, piccola parentesi prima di partire per la tangente, che non avevo assolutamente idea che Agron fosse gay e, che ci crediate o no, l’ho amato fin da prima di scoprirlo e lo avrei amato comunque, anche se fosse stato etero.
Spero che mi perdonerete perché so già che mi “sbragherò”: anche il solo pensarci mi fa venire gli occhi a cuore e la ridarella come le adolescenti represse, quindi spero mi perdonerete, perché DAVVERO.
Agron con Nasir è speciale fin da subito, a partire dal primo momento in cui lo vede davvero, subito dopo l’attacco del siriano contro Spartacus; quello è anche il primo momento in cui è possibile scorgere qualche accenno del vecchio Agron, non solo il cane rabbioso che era diventato dopo la morte di Duro.
Lui, proprio lui che ritiene gli schiavi inutili, che dice giusto poco prima: "If we are to stand against Glaber and the Romans, we must liberate fighting men, not waste effort in dwindling hope with worthless house slaves!", assiste a quella sorta di ‘processo’ limitandosi a dirsi d’accordo con Crixus (miracolo!) senza scatti d’ira o violenza. Anzi, gli scappa pure la battuta sarcastica!

Agron: And how do you propose we train this wild little dog?
Spartacus: As Batiatus had Doctore trained me.
Agron: And that turned out so well!

E di lì in poi dà vita al più improbabile e goffo corteggiamento che si possa vedere, alternato da momenti tenerissimi, in cui tira fuori quel lato protettivo e dolce che lo rende tanto speciale, alle più improbabili battute ‘da rimorchio’, come: “What name do you go by, little man? So I may properly mourn your passing” e “You favour clever strategy: Fuck the man from behind!”, dopo la quale non si può biasimare Nasir per quel mezzo sorriso poco convinto, come se fosse indeciso se considerare quel commento come una cosa detta a caso, un approccio o un insulto (anche visto e considerato che il personaggio Nasir viene introdotto quando il suo Dominus gli dice “Place cock in ass” XDDD). Seriously Agron? SERIOUSLY?
Quel suo essere totalmente meraviglioso con Nasir diventa ancor più evidente quando il siriano prima lo sbugiarda facendogli guadagnare i pugni di Crixus e anche uno ben assestato da Spartacus, poi lo “abbandona” per unirsi alla ricerca di Naevia di punto in bianco, anche se fino a un attimo prima sembrava pronto a partire con lui per Pompei e tutto quello che Agron riesce a dire è: “Fucking Syrians”, come se non fosse lui quello che faceva fuoco e fiamme ogni volta che qualcuno lo contrariava o era in disaccordo con lui.
Se questo non bastasse, quando infine si ritrovano si carica anche della colpa della ferita di Nasir, perché indipendentemente dal fatto che era convinto delle proprie opinioni (e solo dopo aver visto Nasir in fin di vita capisce finalmente qual è stata la spinta dietro alla ricerca di Crixus), lui non era lì a proteggerlo: con quel "This time you stay and I go" gli fa una promessa che rende ben chiaro quali sono le sue intenzioni da quel momento in avanti. (e il bacio! Il BACIO!!! Quanto cazzo di tempo era che non mi emozionavo così per un bacio televisivo?!?!?! *sospira*)
Di lì in poi è possibile vederli costruire il proprio rapporto pezzetto dopo pezzetto, tanti piccoli momenti speciali fatti da qualche bacio a fior di labbra, un abbraccio, uno sfiorarsi, intervallato da qualche momento decisamente più hot che ci sta bene, qualche presa per i fondelli e lo stare sempre e comunque uno accanto all’altro, sia fisicamente che moralmente; hanno un rapporto equilibrato, fatto di complicità e comprensione, dove si supportano e cambiano vicendevolmente, crescono insieme, Nasir diventando da uno schiavo che si accontenta di essere il favorito del proprio dominus a un guerriero che anela la libertà, Agron imparando a controllare un po’ i suoi impulsi, anche se quando non lo fa e s’ingelosisce dà vita a una delle scene più hot (e rare, purtroppo, troppo rare) della serie, unita a una dichiarazione d’amore spettacolare.

Nasir: The Cilician over-stepped. Yet, your response was-
Agron: Was as it fucking should be! Jupiter himself would find cause to tremble if he laid hands upon you.
Nasir: (laughs) You would battle a god for me?
Agron: I would slay all who would lay attempt to wrest you from my arms.
Nasir: Strike Jupiter and the Cilician from mind. I would have them of no concern to the one that holds my heart.

Perché sì, per quanto possa sembrare il più zuccone del gruppo Agron cambia, evolve nelle tre serie come nessun altro.
Prima è lo spaccone della casa di Batiatus, quello che protegge suo fratello ma allo stesso tempo si diverte a sconfiggerlo, competitivo e desideroso di emergere, con la battuta scema sempre sulle labbra; poi è il cane rabbioso che vuole sangue, sangue, sangue, solo sangue, poi di nuovo alla ricerca di qualcosa, di una comunità, di un qui ed ora, perché la lotta è lotta ma la morte è sempre in agguato e la decisione di seguire Spartacus anziché tornare nella terra natia reca con se il rischio.
È lampante nella puntata 3x05 e il dialogo tra lui e Crixus:

Crixus: They are the enemy! No different to the ones we suffered beneath as slaves, or the ones who took your brother’s life. There stood a time when you followed your own heart in matters of blood. What does it tell you?
Agron: That we are different men now.
Crixus: Not all of us.

Ecco, questa scena mi fa sempre sospirare di profonda soddisfazione e ammirazione per chi l’ha concepita, perché è vero: Agron è cambiato, mentre Crixus no e non ci pensa neppure.
L’immagine della schiena di Agron che si irrigidisce, la sua espressione… Per l’amor del cielo, è un capolavoro. (mi vengono i lucciconi agli occhi al solo ripensarci, l’ho detto, sono proprio scema)
È evidente che accusa il colpo, perché Crixus è andato ad affondare il coltello in una ferita aperta approfittando del momento in cui anche il rapporto tra lui e Nasir ha i suoi problemi, e anziché aggredire Crixus per il palese tentativo di manipolarlo e di usare la morte di Duro per tirarlo dalla sua parte gli risponde con fermezza.
Lo splendore di questo momento raggiunge la massima perfezione nella presenza di Naevia, che pure è cambiata, ma a differenza di Agron non è cresciuta (passatemi il termine, per quanto inesatto esso possa essere: non ne riesco a trovare uno migliore) è semplicemente diventata dura e dedita alla vendetta, incapace di crearsi una vita nuova dalle macerie di quella che le è rimasta dopo i soprusi che ha dovuto affrontare.
Ho detto che amo quest’uomo?
Poi, perché benché io non sia una fan dei “trouble in Paradise” credo che se le cose sono fatte bene posso accettarle, c’è tutta la storyline con Castus che mostra sempre di più come Agron sia un personaggio in evoluzione.
Il loro rapporto – se così si può chiamare – passa dal ‘giù le mani dal mio uomo’ e ‘se ti metto le mani addosso ti rendo irriconoscibile’ (e direi che se non fosse intervenuto Spartacus in quella prima occasione lo avrebbe davvero ammazzato di botte, e tanti saluti alla collaborazione con i pirati) a un ‘ti tengo d’occhio’ dopo averlo liberato (e se uno sguardo avesse potuto uccidere, Castus sarebbe morto non si sa quante volte), perché – guarda un po’ – è proprio lui a liberarlo; per quanto a denti stretti e ringhiando è costretto a cedere all’evidenza: l’unica colpa di Castus è volere Nasir, perché sfortuna vuole che sia l’unico pirata a non aver tradito e non lui ha altre motivazioni per volerlo morto se non la gelosia.
Che poi si giustifichi per quel gesto magnanimo con un: “Action born of Nasir’s plea. Know that absent them my blade would be slick whit Cicilian blood” e poi è talmente incazzato con se stesso da rivoltarsi verso Nasir che gli sorride soddisfatto con: “Do not fucking cast that look”, è in qualche modo inevitabile, perché non sarebbe lui se non fa un po’ di chiasso, ma intanto ha fatto la cosa giusta e lo sa.
E alla fine, lo lascia. E Cielo, se non è spezzacuore questo! Lascia Nasir perché lo ama troppo, e il pensiero che possa desiderare Castus anziché lui lo uccide; lo lascia perché non sa cosa fare di se stesso, perché la possibilità che Nasir resti con lui soltanto per abitudine non è una certezza, perché è un guerriero e combattere è ciò che sa fare, e anche se vengono meno i grandi obbiettivi di Spartacus e il desiderio di vendetta non è più violento come prima seguire Crixus nella battaglia contro Roma appare come la cosa più logica da fare; lo lascia perché andare con Spartacus permetterà a Nasir di sopravvivere.
Il momento del loro ricongiungimento è una delle scene più belle e intense che abbia mai visto, anche se si svolge solo in pochi secondi. Nasir che si fa strada tra le montagne di ribelli rilasciati, lento, come se non credesse ai propri occhi, e Agron distrutto, provato nel corpo e forse, in parte, anche nello spirito.

Nasir: “The gods return you to my arms.”
Agron: "I was fool to ever leave them."

Ho visto tutta l’ultima serie con la paura che uno dei due o entrambi potessero morire, quando Agron è stato crocifisso ho temuto davvero, e ho sperato, sperato, sperato… e una volta tanto le cose sono andate esattamente come speravo io. In parte, forse, è proprio per questo che amo così tanto questa serie...
Arrivare alla fine è stato un dolore, perché ne avrei voluto ancora, ancora e ancora, ma prima o poi doveva accadere e quello che mi consola è che si sia conclusa prima di diventare una cagata, portata troppo alle lunghe e tirata per i capelli.
Checché se ne dica, qualsiasi cosa ne pensate, per me resta una delle più belle che mi sia capitato di vedere.
E sì, è vero che adesso ci sono TW, Sterek e altre cosucce, ma per il momento Spartacus resta Spartacus, c'è poco da fare.

Per concludere degnamente questo post infinito ci vuole una fanart, perché altrimenti non sarei io. XD
Ecco la mia NAGRON.



NagronCollapse )

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Titolo che finge d'essere d'effetto

Talvolta - sempre - non posso fare a meno di domandarmi per quale motivo io mi ostini ad aggiornare questo Lj, visto che le sue pagine rimangono immancabilmente prive di commenti. È una domanda lecita. Potrei lasciar perdere e santi benedetti, nessuno ne sentirebbe la mancanza.
Inizialmente mi sono detta che è perché ho la mia tavola di hp_art100 da finire, ma alla fine mi sono resa conto che si tratta solo di una scusa: alla fine della fiera potrei in tutta tranquillità andare a pubblicare le mie fanart dove voglio e limitarmi a postare sulla pagina della community, tanto lì basta mettere il link e far sì che l’immagine sia visibile, quindi anche solo limitarmi ad uploadarle su photobucket sarebbe sufficiente.
C’è che il Lj è un blog, e questo mi piace. Mi è capitato talvolta di sentirmi dire: “Perché non posti su…” tumblr, Ao3, siti più o meno conosciuti, più o meno di tendenza. Potrei, certo, ma alla fine della fiera non cambierebbe granché, se non hai seguito non ce l’hai, puoi fare le capriole cinesi e fingere di reinventarti, questo non fa la differenza. C’è chi piace e chi no. Io no. (STICAZZI)
Quel che cambia è che questi luoghi non sono blog: pubblichi le tue fanart, le tue fanfiction, le mainipolazioni/lavori grafici/gif/cazzate varie e via.
Su Lj, invece, posso dar libero spazio alle mie idee, a tutte quelle domande che mi vengono in mente e che non posso fare alle persone che fanno parte della mia vita reale, perché se ne sbattono, non capiscono, non sono interessate a quanto dico e anche quelle poche che sono interessate e che dicono: “È strano questo mondo, mi diverte sentirtene parlare” comunque non hanno opinioni da dare, non possono argomentare nulla, perché di fatto non vivono l’esperienza e non sono interessate a farlo.
Ho più o meno la stessa sensazione che provo quando pubblico (purtroppo), ovvero l’impressione di parlare da un piedistallo con tutte le luci sparate sulla faccia e che non ha modo di sapere se un pubblico c’è, che conosce solo il suono delle proprie parole e il modo in cui rimbombano in una stanza vuota...
Quel che mi manda avanti, forse, è la semplice speranza (che è sempre l’ultima a morire), il pensiero che non è detto che prima o poi un’anima pia non decida di lasciare traccia del suo passaggio.
Parlando con un amico del mio penultimo post a grandi linee, concludendo con la domanda “Le fangirl sono gli ultras dei fandom?” lui ovviamente mi ha chiesto: “E che cosa ti hanno risposto?”, e io sono rimasta a guardarlo senza parole come una scema, perché l’unica cosa che potevo replicare era: “Ovviamente niente, tesoro, che cosa ti fa credere che ci siano persone che vengono a replicare ai miei vaneggiamenti” ed era troppo mortificante, oltre che patetico, e la gente non ha alcuna voglia di ascoltare storie di insuccessi altrui, a meno che non ci sia un retrogusto di presa per il culo e qui da ironizzare c’è poco o nulla.
Eppure, non è così per tutti. Ci sono blog che funzionano, che hanno millemila visite, che sono soffocati di commenti, ANCHE SE nel momento in cui chiedi a google cosa rende un blog di successo non ottieni alcuna risposta. Ebbene sì: si trovano un milione di post nominati

COME CREARE UN BLOG DI SUCCESSO!!!
UN BLOG DI SUCCESSO IN 30 MOSSE – 20 – 7 – 1 MOSSA, 9 SETTIMANE E MEZZO DI MOSSE!!111!!!
COME ESSERE SICURI DI AVER SUCCESSO!!!
Et similia, ma non ce n'è uno che dica COS’È un blog di successo, quando si possa o meno indicare che lo è.
A questo punto, tanto per sfatare questa stupida abitudine, ho deciso di andare contro corrente e scrivere: COME FARE A NON RENDERE IL TUO UN BLOG DI SUCCESSO! Perché no, in fondo sapere fa bene e la lettura di tutti questo consigli è stata utile per imparare qualcosa di nuovo e avere delle risposte (forse).

1. Allora, se NON volete un blog di successo, dovete scrivere quando cazzo vi pare, non aggiornare regolarmente, non fare in modo di avere del materiale per quando avete dei cali d'ispirazione, in questo modo vi assicurerete che la gente si dimentichi di voi e smetta di visitarlo.
2. Se questo non dovesse bastare, perché per qualcuno non importa la frequenza, comunque qualche commento riceve sempre, potreste provare a spammare il vostro blog ovunque, con cose tipo ."Kommentateeeeee!!!111!!!111!!!1!1"
3. Per quanto riguarda i post è più facile, per fortuna: potete scriverli troppo lunghi, così la gente si annoierà e/o abbandonerà ancor prima di cominciare, oppure post troppo corti, come se non aveste niente da dire o ancora scrivete roba noiosa, pedante, con una pessima forma, come se non conosceste l'italiano per un cavolo, o con una forma troppo perfetta, il che vi riporta alla pedanteria di cui sopra. Potreste evitare le frasi d'effetto, le parole chiave e tutto quello che vi rende d'effetto (lo so, è una ripetizione, ma devo allontanare qualsiasi possibile lettore, quindi: d'effetto d'effetto d'effetto d'effetto d'effetto!). Parlate di tutto e di niente, fate dei blablabla inutili e privi di sostanza.
4. I vostri titoli devono parlare di tutto e di niente, proprio come i vostri post.
5. Ultimo, per ora (mai dire mai, o 007, non è detto che non trovi altre idee) fate sì che il vostro interesse non sia condiviso da nessun altro. Sì, lo so, c'è il rischio che in questo modo troviate degli appassionati come voi, in alcuni blog pro-successo talvolta lo consigliano, ma vi assicuro che se riuscite a trovare qualcosa che non piace a nessuno il vostro insuccesso sarà assicurato, con buona pace di tutti.
E ora, finalmente, le fanart che non interessano a nessuno! Giuoia e giubilo! XDDDDDDD

Titolo:  Ritual
Pairing: Blaise/Neville
Prompt: 058 - Circles
Media used: matite Koh-i-noor 2B e 6B, carboncino.
Note: Ispirato al capitolo 29 di "Era destino", il rituale. Piccola curiosità: stavo lavorando a questo quando si è introdotto il TWBB, quindi è proprio da qui che è venuta l'ispirazione per quello. Poco importa che sia riuscita a finirla tanto dopo! <3


RitualCollapse )


Titolo:  Cold nose
Pairing: Blaise/Neville
Season: inverno
Media used: Inchiostrazione a pennarello, pastelli acquarellabili, appena un tantinello di Photoshop
Note inutili: Avevo voglia di fare qualche fanart a tema stagionale, perché mi sono resa conto che relativamente all'inverno le mie creazioni si possono contare sulle dita di una mano a cui sono saltate alcune dita, e allora perché no? Ho tratto ispirazione da alcune fanart James/Lily che avevo salvato tempo fa.


Cold noseCollapse )


QUESTE IMMAGINI E LE ALTRE DA ME DISEGNATE SONO DI MIA PROPRIETA', PERTANTO SI PREGA GENTILMENTE DI NON POSTARLE ALTROVE SENZA IL MIO ESPLICITO PERMESSO!

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Very late Halloween fanart

Eccoci qui, finalmente con la mia fanart halloweenesca.
Ebbene sì, in un ritardo mostruoso, ma sapete benissimo quale sia la situazione attuale e dato che avevo iniziato a lavorarci in ottobre e non ho mai saltato un appuntamento legato ad Halloween non ho avuto cuore di rinunciarci. Sarà un po' come mangiare le frappe in agosto, o il pandoro a maggio, fa strano ma alla fine non da male. ;)
Sono consapevole che è dicembre e che le musichette natalizie iniziano già a farla da padrone, ma a mio discapito diciamo che mi concedo di pensare che fino all'8 dicembre non è ancora davvero periodo di Natale: è da quel giorno che si iniziano a fare gli alberi e ad addobbare le case, quello che viene prima è solo pubblicità! XD
Come vedete, mi son fatta prendere la mano dalle ultime creazioni a tema "Teen Wolf": lo stile è pressappoco quello, con l'uno del bianco, del nero e del rosso, e come base questa volta ho scelto l'azzurro, per cercare di dare un'atmosfera un po' più fredda al tutto: innanzi tutto Cappuccetto rosso ci stava troppo, e poi avrei potuto giocare di nuovo coi personaggi! XD
(perché sì, ho già fatto qualche mischietto con la Klaine e la Sterek non poteva cavarsela a buon mercato, era un'occasione troppo ghiotta! :D)

Che altro? Ah, sì: ho incidentalmente notato che praticamente 3/4 delle mie fanart sono scomparse dal Lj perché caricate su imageshack, che d'improvviso ha deciso di oscurarle tutte, probabilmente per tener fede alla sua promessa di diventare un sito a pagamento. -_-
Dopo il primo momento di sconforto mi sono messa sotto e ne ho già ripristinate alcune partendo dall'inizio, ovvero dalle più vecchie: la mia intenzione è rimetterle tutte e le sto man mano caricando sul mio Photobucket, ma è un processo piuttoscto lungo e ci vorrà un po', quindi abbiate pazienza (disse lei parlando al vento... XD) e torneranno.

Per il momento posso solo accontentarmi di quanto fatto; se c'è qualcuno di passaggio, ebbene, questa è la fanart!

Titolo: Little Neville riding hood
Fandom: HP
Pairing: Blaise/Neville (Derek!Wolf!Blaise/Little Red!Stiles!Neville)
Rating: G
Media used: matite Koh-i-noor 2B e 6B, pastelli color rosso


Little Red and the wolfCollapse )


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Di fangirl e ultras!

Finalmente ci siamo: quarto e ultimo post relativo al teenwolf_bbi.
Forse ne avrò un po’ di nostalgia: avere la scusa di pubblicare ogni giorno e sfoggiare le fanart completate era piacevole… non che non abbia abbastanza materiale da postare, ma prima dovrei mettere all’opera e finire quelle che ho iniziato, quindi non è per adesso.
Bon, me ne farò una ragione.
Stavolta vi lascio con una serie di riflessioni che sono scaturite ANCHE dal fandom di TW, quindi ci sta bene.
Più passa il tempo e più mi rendo conto di essere una fangirl atipica. Ebbene sì: il mio modo di essere fan è… “personale”, diciamo, semplice: seguo una serie, spesso ho un OTP, leggo fanfic, cerco fanart e talvolta scrivo e disegno di mio, ci immagino sopra e lì finisce.
È ovvio, sono consapevole che ci sono altre ship, che ci sono fan che preferiscono altri personaggi, ma quando mi capita di incontrare queste fanart e/o fanfiction non mi viene in mente di mettermi a gridare contro il mondo ingiusto come un’ossessa, vado semplicemente avanti per la mia strada.
Ad esempio, prima ancora di entrare nel “mondo fan” - quando le fanfiction erano qualcosa che ancora non si affacciava nemmeno vagamente nella mia testa e le fanart si limitavano ad essere disegni di personaggi di anime o di fumetti - quando cercavo foto dei personaggi di Harry Potter mi capitava di incappare su Nocturne Alley, ed il fatto che ai tempi trovassi assolutamente inconcepibile lo slash (ebbene sì, c’è stato un tempo nemmeno molto lontano in cui consideravo solo ed esclusivamente l’het) non mi ha mai spinta a gridare traumatizzata, affermando che giammai doveva accadere di nuovo qualcosa del genere e che tutti i fan di certe cose erano chissà cosa e meritavano sa solo il cielo che altro. Chiudevo e andavo avanti: non era quello che cercavo.
Ho sempre pensato che il mondo è bello perché è vario, non è che la consapevolezza che qualcuno non condivide le mie preferenze mi levi nulla, e invece quello che ho notato, quelle rarissime volte in cui sono uscita dal mio fangirlismo privato, è che questo patto di convivenza pacifica non è sottoscritto necessariamente da altri, anzi: il cosiddetto amore per il proprio OTP spesso viene espresso con rabbia e odio verso gli altri.
La domanda a questo punto mi è sorta spontanea: a che serve? Perché reagire in questo modo?
Insomma, quando si è fan si deve tener conto di molteplici variabili. Innanzi tutto, che un OTP, anche se canon, non è per forza per sempre. Tanto più a lungo dura uno show e tanto più dietro l’angolo si annida il rischio di vederlo spezzato, perché, si sa, chi va d’amore e d’accordo non fa audience mentre il dramma piace, crea l’attesa, quindi, una volta che i due personaggi amati sono insieme, o il tf finisce lì e “vissero felici e contenti”, o prima o poi litigheranno, si lasceranno, si tradiranno, si metteranno con altri. Se va bene, alla fine torneranno insieme (vedi, ad esempio, Rachel e Ross di “Friends”, tanto per citarne uno), talvolta anche prima che la passione per il pairing sia morta di morte più o meno naturale, altrimenti no (vedi, per me, Rory e Jesse di “Gilmore girls”). Punto. Bisogna farsene una ragione.
Per quanto mi riguarda, nel caso in cui seguivo o seguo lo show solo per il pairing, gli dico addio senza molto rimpianto, altrimenti continuo a seguirlo e prendo quel che non mi piace come un what if, continuando a immaginare quel che mi pare, con buona pace di tutti. In fondo, nella mia testa sono libera di credere quello che voglio, no?
Quando invece un pairing non è canon la questione diventa ancor più annosa, perché siamo nel mondo del “non è” e, per alcuni pairing, “non sarà mai”, quindi per quale motivo ce la dovremmo prendere con chi ama altre ship? Draco e Harry possono piacere quanto si vuole, ma la loro coppia non esiste e non esisterà mai, quindi che senso ha accanirsi contro Ginny perché la Row ha deciso che era la donna giusta per Harry?
Lo stesso discorso vale anche per Stiles e Derek, giusto per tornare a “Teen wolf”, e poco importa che dietro ci siano fan tanto accanite da cercare di sovvertire il mondo: non li metteranno mai insieme, è ovvio dal fatto che NON CI SONO hint al riguardo. (anche se c'è chi ha abbastanza fantasia da cantarsela e suonarsela comunque, affermando che ce ne sono)
Certo, è vero, talvolta la sessualità di Stiles potrebbe essere messa in discussione, ma Derek è etero e di fronte alla passerina non ci capisce più niente, è ovvio non solo per tutta la serie, ma anche per quel passato con Kate, quindi mi pare inutile piangere lacrime di sangue perché uno dei due personaggi o entrambi trovano qualcuno nel canon.
Ora, per concludere, mi domando: preferire un pairing piuttosto che un altro dovrebbe comportare necessariamente il buttare merda sugli altri? Cos'è, la versione femminile (visto che i fandom sono popolati per un buon 90% da donne) del calcio, dove si inneggia la propria squadra e si disprezzano le altre fino ad arrivare alle botte che si danno gli ultrs?
Quindi fatemi capire: le fangirl sono gli ultras dei fandom?


E con questa intelligentissima riflessione vi lascio alle ultime due fanart di "Tetrade".


Quarta eclissiCollapse )

E questo è il link alle fanart insieme, nel caso voleste vedere la "storia" completa: DA
Spero vi siano piaciute! :D


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Tetrade 3

Ebbene, eccomi qui, per il terzo giorno consecutivo, a pubblicare le mie fanart.
Ho pensato a lungo a cosa scrivere in questo post; ne ho tanti accennati qui e là, alcuni abbozzati su foglietti di carta, altri su una pagina word nel mio pc, quindi tutto quel che dovrei fare è risistemarli, aggiornarli, concluderli, ma... Niente.
Oggi ho deciso di non scrivere niente.
Lancio parole al vento tutti i giorni della settimana al lavoro, e oggi è sabato, il mio giorno di riposo: sarebbe solo autolesionismo farlo anche qui e non sono in vena, quindi godetevi pure le fanart, se non le avete già viste, e godetevi il sabato.
Forse domani scriverò un nuovo post, chissà!
Divertitevi! ^_^


Fandom: Teen Wolf
Pairing: Sterek (Stiles/Derek)
Storia illustrata: Tetrade

Terza eclissiCollapse )



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Secondo post del Big Bang e altre 2 fanart da sfoggiare.
Come promesso, eccomi qui a parlare più nel dettaglio del processo di creazione di questo lavoro artistico. Mi scuso fin d’ora con voi perché so già che il discorso si allargherà a toccare altre riflessioni, con quei voli pindarici che, lo sapete tutti, mi sono propri, ma è da un po’ di tempo che ho in mente questo post e questa esperienza mi ha portato a nuove conclusioni che al momento ho voglia di condividere con chiunque abbia la pazienza di leggere le mie parole.
Ho già detto di non aver mai partecipato a un Big Bang prima: ovviamente ne avevo già sentito parlare e ne avevo visti i risultati, almeno per quanto riguarda i BB a tema Drarry di origine angolofona, ma non mi sono mai accostata a quelli italiani, in parte perché sono stata a lungo monofandom e trovare altro che m’interessasse non era esattamente facile, in parte perché trovo sempre piuttosto difficile disegnare se la storia da rappresentare non mi piace, e il fatto che sia una sorta di terno all’otto non mi ha mai attirata molto. (e come già accennato nel post precedente, i rischi sono sempre dietro l’angolo)
Da quanto ne so per voci di seconda mano, i BB italiani hanno la tendenza a tenere lontani autori e artisti, nella modalità del “gift”: scelgo una storia e la disegno senza sapere chi ne è l’autore, che sarà il destinatario della “sorpresa”.
Devo ammettere che la decisione di partecipare a questo BB è anche stata influenzata dal fatto che la modalità fosse simile a quelli inglesi: con l’autore e l’artista che collaborano l’uno con l’altro.
Avevo bisogno di stimoli. Che cretineria, penserete voi! Con tutte le fanart da fare e le storie da concludere, di certo dovrei essere più che indaffarata e sarebbe sensato che mi dedicassi a quelle anziché iniziare qualcosa di nuovo!
In parte avete ragione. Ho molto da fare e poco tempo, e imbarcarmi in qualcosa di nuovo senza aver portato a termine quanto già iniziato non è certo un modo per affrettarsi. A questo punto, però, vien fuori la questione dell’ispirazione.
Sono – mi pesa dirlo ma purtroppo è proprio così – anni che vedo l’ispirazione andare e venire in modo instabile, sia dal punto di vista artistico che scrittorio, ed il risultato è che produco fanart al rallenty e scrivo poco… ma soprattutto MALE.
Perché eccolo qui, questo è il nocciolo della questione: non il NON FARE, quanto piuttosto l’evidente insoddisfazione che nasce dal magro risultato che ne viene fuori, un prodotto illeggibile o inguardabile che evidentemente non è all’altezza del passato.
È da tempo che rifletto sui motivi che hanno portato questa situazione ed ecco che, come al solito, la vita fornisce le risposte (o forse, semplicemente, ti pone innanzi delle possibili risposte e tu ci tiri fuori i tuoi insegnamenti, veri o meno che siano).
È tutta colpa della vita reale.
Non è un mistero per nessuno che stia passando un periodo di cacca, al lavoro, nella vita affettiva, nella salute. Non voglio star qui ad elencare tutto quello che non va, perché deprimerei me stessa e angoscerei voi, e comunque nulla cambierebbe, quindi sarebbe inutile. Quello che invece non avevo ancora considerato era quanto questo influisse sulla mia ispirazione.
Fino a qualche anno fa avrei detto che il fatto di avere delle passioni a cui dedicarmi fosse un modo di staccare dai problemi e dalle frustrazioni di tutti i giorni, e allora era proprio così: ogni volta che mi dedicavo alle mie fantasie, ogni volta che creavo qualcosa riuscivo a immergermi in essa in modo assoluto e totale, senza pensare a nulla.
Adesso non è più così. Forse perché gli anni passano, mi invecchio e i problemi sono sempre più gravi e pesanti da portare; forse perché mi manca qualcuno con cui condividere questa passione; forse perché mi sto semplicemente inaridendo: di fatto non riesco più a staccare davvero la spina alla RL.
In verità non me ne ero resa conto, poi ho avuto la possibilità di conoscere Carlo Cecchi, artista della mia zona, e lui ha detto qualcosa che mi ha fatto riflettere, ovvero che nell’arte non ritroviamo noi stessi, ma usciamo da noi, non pensiamo a noi, facciamo “altro”.
In quel momento mi sono resa conto di essere diventata vecchia, non dal punto di vista cronologico (o, almeno, non solo) ma anche e soprattutto dentro di me. Non sono più in grado di alimentare la mia parte sognatrice da sola, ho bisogno che qualcuno lo faccia con me.
Ed ecco che mi si è parata di fronte la possibilità di partecipare a questo BB.
Mi ci sono approcciata alla mia solita maniera: ho letto la storia cercando un momento saliente, ma non sono riuscita a scovarne uno in particolare; proprio come nella vita reale, ho trovato invece una serie di piccoli momenti, ognuno importante e significativo di per sé. È la storia, tutta, ad avere valore, nelle sue riflessioni, nelle emozioni.
In quel momento ho iniziato a concepire l’idea di illustrare ogni capitolo, ma cosa? Ho quindi chiesto consiglio a nykyo, e lei mi ha dato degli spunti su ciò ho iniziato a lavorare.
Rileggendo più volte ho individuato le frasi che mi colpivano di più e ho cominciato a concepire l’idea di inserirle nelle immagini stesse.
Man mano che producevo le bozze le inviavo a Ny, e lei è sempre stata prodiga di commenti: ha scovato linearità e simbolismi che avevo inconsciamente inserito, e questo mi ha esortata ad accentuarli, a evidenziarli.
Quando ho deciso, in primis per questioni di tempo, di evitare il colore scegliendo i toni di grigio con accenni rossi, mi ha dato dei suggerimenti; mi ha sostenuta e aiutata, non solo con idee, ma anche riflettendo con me, parlandomi della sua visione dei personaggi in generale e del racconto nello specifico, facendo sì che nonostante il poco tempo (cosa di cui mi rammarico, perché sono certa che se ne avessi avuto di più avrei evitato alcuni errori che sono saltati fuori alla fine della creazione, quando non c’era più la possibilità di correggerli) fosse proficuo, aiutandomi ad immergermi del fandom e stimolandomi a fare di più e più in fretta col pensiero di poterle inviare al più presto le mie opere e sentire cosa ne pensava.
In qualche modo, è stato un po’ come riuscire ad afferrare il passato, quei momenti in cui anche un’ora era sufficiente per far qualcosa, in cui non riuscivo a staccarmi dalla mia opera perché “ancora un attimo, aggiusto questo e poi vado”, e rimirare soddisfatta il mio lavoro pensando che via, alla fine stava venendo abbastanza bene.
Tutto questo solo grazie all’interazione con un’altra persona? Ebbene sì.
A questo punto non posso fare a meno di allacciarmi a un’annosa questione che da sempre affligge i vari fandom.
Si tende sempre a criticare chi cerca disperatamente i commenti, e sono d’accordo che la supplica è fastidiosa fino all’inverosimile, ma ho notato che quelle persone che criticano in modo implacabile anche solo il desiderio di riceverne affermando che “devi fare PER TE” spesso hanno vicino qualcuno con cui condividere durante il processo di creazione: è infatti impossibile non notare le dediche ad amici – conoscenti – beta – gente che in itinere ha seguito la gestazione di (fanart, fanfic).
Il mio pensierino finale della sera, quindi, è questo: se queste persone potessero davvero sperimentare la solitudine del processo creativo, impossibilitate a ricevere null’altro che i possibili commenti dopo la pubblicazioni, continuerebbero ad essere così implacabili?


Ed ora, le fanart

Fandom: Teen Wolf
Pairing: Sterek (Stiles/Derek)
Storia illustrata: Tetrade


Seconda eclissiCollapse )

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